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Via Appia Antica all’interno del territorio di Ariccia

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Via Appia Antica all’interno del territorio di Ariccia

Description

L'antica Aricia, insigne città preromana per la presenza sul suo territorio del santuario dedicato a Diana, uno dei tre luoghi di culto più importanti della Lega Latina, sviluppò probabilmente la sua acropoli in corrispondenza dell'attuale Centro Storico, come sembrerebbe provare anche la recente scoperta dei resti di un tempio in Piazza San Nicola. A testimonianza dell'alto livello culturale e tecnologico dell'antica città, si può prendere ad esempio in fondo all'odierna via della Polveriera, la costruzione dell'emissario del lago di Nemi (IV secolo a.C.) che reggerebbe ancora oggi in alcuni tratti, la prova degli standard richiesti.
 
La sistemazione dell'Appia nel 312 a.C. (probabilmente sul tracciato di una via più antica) nel vallone di Ariccia e precisamente nell'area ai piedi dell'antico abitato, la Vallericcia, diede un decisivo impulso all'economia del posto. Aricia divenne la prima statio di sosta, posta al XVI miglio della Regina Viarum, la Via Appia.
 
In seguito alla prima osteria (poi chiamata volgarmente Osteriaccia) sorsero in Vallericcia “tabernae”, magazzini, templi, edifici pubblici e mercati organizzati in un vero e proprio foro. Il Foro Aricino prosperò in un'area appena fuori Porta Romana verosimilmente incentrata nel cosiddetto “Orto di Mezzo”. Il cosiddetto Basto del Diavolo che sorge all'incrocio tra l'Appia Antica e la via di Vallericcia, doveva essere la probabile porta urbica di accesso al Foro.
 
Le vestigia più salienti oltre a numerose tombe, resti di mura e impianti termali, sono attualmente i ruderi della cella di un Tempio, probabilmente dedicato a Diana Aricina e la cosiddetta Sostruzione.
 
Il Castagnoli ricorda il tempio di Diana ad Ariccia, riferendosi alla cella conservata nell' “Orto di Mezzo”, tra i nove esempi conosciuti di tempio italico senza opistodomo (parte posteriore del tempio) e colonnato retrostante, caratterizzato dal prolungamento laterale del muro di fondo della cella con due ali ristrette e ridotte ad uno stretto portico.
 
La Sostruzione è senza dubbio la testimonianza più spettacolare che ci è pervenuta. Ha goduto fama di essere una delle realizzazioni ingegneristiche più ardite dell'Appia Antica. Si tratta di un viadotto costruito alla fine del II sec. a.C., durante il consolato dei Gracchi, che permetteva l'attraversamento del vallone a sud-est di Aricia per superare l'irta salita verso il Colle Pardo.  L'opera lunga oltre 230 metri, alta 13, sagomata secondo un grande piano inclinato è stata realizzata con un nucleo cementizio interno rivestito di blocchi di peperino in opera quadrata.
 
Resti di ville patrizie presenti in varie aree del territorio ariccino testimoniano il grande sviluppo urbanistico conosciuto dalla zona anche successivamente, in epoca imperiale, e la Villa dell'Imperatore Vitellio in località Muracce, ne è solo un esempio.
 
Insigni reperti provenienti da ritrovamenti casuali e ripetuti costantemente nel tempo, avvenuti sia nel Foro Aricino sia in località limitrofe, sono presenti in molti musei anche all'estero, ma non sono mai stati condotti lavori di scavo sistematici. Fortunatamente l'area incentrata nel cosiddetto “Orto di Mezzo”, è rimasta sino ad oggi integra, priva di costruzioni, per la destinazione agricola che ha conservato per secoli. La sua collocazione nella valle di Ariccia, oggetto nei quasi duemila anni trascorsi dalla decadenza della città romana, di deposito alluvionale e progressivo interramento, fa sì che sotto terra, a circa tre metri dall'attuale livello, si conservi un'intera città, praticamente intatta. Nel 1992, durante i lavori di scavo lungo l'Appia Antica per la posa di condutture fognarie, si è potuto verificare, come già il Lucidi sosteneva, che tutto il tratto tra il convento della Stella ad Albano ed il limite sud orientale dell'“Orto di Mezzo” passando per le estreme pendici del Parco Chigi, è ribassato. Rilievi fotografici effettuati presso la porta urbica, il Basto del Diavolo, documentano il livello dell'interramento.


Prepared by

Museo Senza Frontiere, Saverio Capozzi, sulla base di materiale fornito da:
arch. Francesco Petrucci, dott. Alberto Silvestri, dott.ssa Maria Cristina Vincenti;
© Museum With No Frontiers (MWNF).

Sull’Appia Antica tra Albano e Ariccia (Portale Vigna Mattei) © Palazzo Chigi Ariccia
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